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Tommaso e la plastica

Tommaso e la plastica
30 Novembre 2020 Calendarioserveco

Tommaso e la plastica

Illustratore: Gianfranco Vitti

Tommaso non sopportava la plastica in mare. Ogni volta che entrava in acqua per farsi il bagno e vedeva il resto di una confezione di cracker, la confezione di un gelato o una bottiglia di plastica, non perdeva tempo: stringeva i denti, prendeva la schifezza e la portava a riva, dritto dritto verso il bidone della differenziata. Correva in acqua, si tuffava e ritornava veloce verso la riva, correndo in direzione del primo bidone per i rifiuti disponibile.

Non riusciva a controllare il proprio istinto, e a qualunque distanza dalla riva fosse, ogni qual volta incontrava un pezzo di plastica, correva sulla spiaggia per gettarlo.

“Forse vuole pulire il mare”, dicevano alcuni turisti stesi al sole come lucertole unte. “Guarda quello che scemo!” diceva il bimbo al padre panzone mentre mangiava il quarto pezzo di focaccia, guardando Tommaso che provava a trascinare a riva un pezzo di boa, senza riuscirci, perché era ancora attaccato a una fune.

Il comportamento di Tommaso non faceva però ridere tutti. La maggior parte delle persone in spiaggia si sentiva mortificata che fosse un cane a pulire quello che i loro simili avevano sporcato. Un cane che, non si sa come, aveva deciso di darsi da fare per mettere a posto quello che un’altra specie aveva rovinato.

Un giorno, quindi, decisero tutti insieme di aiutare Tommaso a pulire il mare.


Autore: Massimiliano Martucci

Plastica in mare.

Qual è la vera entità del fenomeno e quale la sua pericolosità.

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